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Interviste 2#: Le elezioni italiane secondo Roberto D’Alimonte

Quel che è certo è che se dovessimo votare ancora una volta con il porcellum, sarebbe necessario un profondo stravolgimento dei risultati di queste elezioni per potere avere un vincitore. Il grave rischio per il Paese è di non riuscire ad avere un governo stabile nemmeno dopo un’altra tornata elettorale.

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Buongiorno Professore, grazie per avere accettato questo incontro. Cominciamo subito: ormai quasi un mese fa le elezioni politiche. Adesso che è passata un po’ di acqua sotto i ponti, quali sono le prime riflessioni che Le vengono alla mente?

Beh, con il rischio di essere scontato, il successo registrato dal M5S è certamente l’elemento di maggiore rilievo. Non era mai successo nelle democrazie occidentali che un partito alle sue prime elezioni politiche raggiungesse il 25% dei voti, a meno che non fossero le prime elezioni del regime democratico. L’altro elemento fondamentale, che ha reso possibile un simile risultato per il M5S, è che queste elezioni sono state caratterizzate da una volatilità straordinaria, analoga a quella registrata fra le politiche del 1992 e del 1994, quando però era collassato il precedente sistema dei partiti. Significa che siamo chiaramente al centro di una fase di de-allineamento, nella quale molti elettori hanno abbandonato le precedenti affiliazioni di partito e di schieramento.

Così le due coalizioni principali hanno perso, rispetto al 2008, oltre 11 milioni di voti: Berlusconi è sceso dai 17 milioni di voti di cinque anni fa a meno di dieci; Bersani ha superato di un soffio quota 10 milioni di voti, ma comunque distante dai quasi 14 di Veltroni. Questo ha comportato il superamento dell’assetto bipolare del nostro sistema politico, che oggi appare imperniato su tre poli e mezzo. Il tempo dirà se questo assetto si consoliderà o meno.

Ma come è stato possibile un simile risultato? Per quasi tre mesi, dalla sua vittoria alle primarie su Renzi, Bersani è stato considerato saldamente in vantaggio da tutti i sondaggi. Anche quelli effettuati durante il black-out e non pubblicati, continuavano a vedere in testa il centrosinistra, eppure..

I sondaggi hanno clamorosamente fallito. E questo deve aprire una riflessione critica su questo strumento. Ciò premesso, devo sottolineare la difficoltà di condurre sondaggi in una fase caratterizzata da così profondi mutamenti in cui viene a mancare un modello analitico su cui basarsi. Basti pensare a come Grillo abbia saputo pescare trasversalmente alle tradizionali zone politiche. Se guardiamo alla geografia dei suoi successi, notiamo come siano sparsi fra la Sicilia (ex granaio della Dc e poi dei partiti di Berlusconi), alcune provincie periferiche della zona rossa (come nelle Marche), il nord-est, dove era particolarmente marcata la subcultura bianca di ispirazione cattolica e dove poi esplose la Lega, e poi ancora nel Lazio, in Liguria e in Sardegna.

È chiaro che venendo a mancare i fondamentali punti di riferimento diventa difficile stimare il comportamento di 47 milioni di individui a partire da campioni, che, per quanto numerosi, non superano le due-tremila unità. Inoltre, proprio la presenza di sondaggi favorevoli al centrosinistra, può aver determinato un meccanismo per cui una parte degli elettori del Pd hanno preferito esprimere un voto di protesta a favore di Grillo nella convinzione che non producesse un cambiamento dell’esito previsto..

Si è insediato il nuovo Parlamento: le prime prove cui è stato chiamato, le elezioni dei presidenti di assemblea, hanno rivelato tutte le difficoltà del Pd nel trovare sponde in aula. Molti prevedono che la legislatura non raggiungerà la sua scadenza naturale nel 2018: Lei che cosa pensa?

È certo, anche se non si può dire al momento se la legislatura durerà poche settimane, qualche mese o un anno. Credo che alla fine il tentativo di Bersani di formare un governo di minoranza non avrà successo. E nel caso in cui si formasse un governo di larghe intese non durerà a lungo.

Ecco, se si dovessero tenere elezioni in tempi brevi, secondo Lei, cosa potrebbe accadere?

Questa è davvero una domanda da un milione di dollari. Dipenderà dal sistema elettorale (se cambierà o neo) e dalla nuova offerta politica che al momento è imprevedibile. Chi sarà il candidato del Pd? Ci sarà ancora una lista Monti? E Berlusconi sarà ancora il leader del centrodestra? Tutte domande cui è impossibile rispondere ora. E poi c’è il M5S. Riuscirà a confermare i propri voti? O potrà andare ancora meglio? Vi sono buone ragioni per sostenere le diverse tesi. Qualche elettore che lo ha votato per lanciare un messaggio ai suoi, nella convinzione che comunque i giochi fossero fatti, potrebbe tornare all’ovile. D’altro canto la sua constatata forza, il fatto di essere ormai un contendente concreto per la vittoria, lo rendono ancor più appetibile agli occhi di elettori che finora non lo avevano considerato nel timore di disperdere il proprio voto.

Fare una previsione oggi è davvero azzardato. Quel che è certo è che se dovessimo votare ancora una volta con il porcellum, sarebbe necessario un profondo stravolgimento dei risultati di queste elezioni per potere avere un vincitore. In Grecia è bastata la concentrazione su due opzioni principali per avere una maggioranza; da noi, con la lotteria dei premi regionali al Senato, sarebbe necessaria la forte crescita su tutto il territorio nazionale di uno dei tre poli, che gli consenta di vincere in quasi tutte le regioni… Fantasia… Il grave rischio per il Paese è di non riuscire ad avere un governo stabile nemmeno dopo un’altra tornata elettorale.

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Roberto D’Alimonte, Direttore del Centro Italiano Studi Elettorali, è professore ordinario nella Facoltà di Scienze Politiche della LUISS Guido Carli, dove insegna Sistema Politico Italiano. Dal 1974 fino al 2009 ha insegnato presso la Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” della Università degli Studi di Firenze. Ha insegnato come visiting professor nelle Università di Yale e Stanford. Tra le sue pubblicazioni ci sono articoli apparsi su West European Politics, Party Politics, oltre che sulle principali riviste scientifiche italiane. È editorialista de IlSole24Ore.

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Photo Credit: LUISS Guido Carli

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