White doves flying innocent

Se lo stupro rovina i colpevoli: il caso di Steubenville in Ohio

Il caso di Steubenville è un esempio lampante di quanto la cultura dello stupro sia radicata nella società odierna: basterebbero a dimostrarlo le foto e i video dei colpevoli, ansiosi di immortalare la propria bestialità. La lotta alla cultura dello stupro dipende anche dal contributo dei media.

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[dropcap]L[/dropcap]a notte dell’11 agosto 2012, a Steubenville, in Ohio, una ragazza sedicenne fu stuprata a più riprese da due coetanei; troppo ubriaca per opporre resistenza, la giovane fu trascinata di festa in festa per finire riversa su di un prato, dove le venne urinato addosso. A dicembre, il gruppo di hacker Anonymous ha reso noto un video in cui uno dei due stupratori definisce la ragazza ‘più morta di Trayvon Martin’ [un diciassettenne afroamericano vittima di un controverso caso di omicidio, NdT] e ‘più morta della moglie di OJ [Simpson]’. Il 17 marzo di quest’anno, i due ragazzi sono stati giudicati colpevoli di stupro.

Il trauma della vittima non è stato causato solo dalla violenza e dal relativo processo, ma anche dall’ostracismo e dalle minacce di morte che sono seguite alla denuncia dei genitori. Il 19 marzo, per esempio, due ragazzine sono state arrestate per aver minacciato la vittima tramite Facebook e Twitter. Ci si aspetterebbe un atteggiamento solidale da parte dei maggiori organi di stampa statunitensi, che sembrano invece essersi concentrati su altri aspetti.

Secondo la CNN, la vicenda avrebbe compromesso il ‘promettente futuro’ dei due aguzzini, ‘campioni di football’ e ‘studenti modello’. Secondo l’inviata che seguiva la sentenza, ‘l’alcool aveva fatto la sua parte’ nella vicenda; la giornalista, indugiando sulle reazioni dei due imputati alla lettura del verdetto, si interrogava sugli ‘effetti a lungo termine’ che la decisione avrebbe avuto sulle due giovani vite.

Un atteggiamento, questo, condiviso da altri network (ABC News, NBC, USA Today), agenzie di stampa (Associated Press) e portali di notizie (Yahoo News): la vita delle due ‘promesse del football’ e ‘orgoglio di Steubenville’ era stata rovinata; la vittima, ‘ubriaca’ e ‘drogata’, era tutt’al più menzionata di sfuggita. Nella trasmissione della ABC ‘20/20’, il processo diventava ‘un monito per tutti gli adolescenti che vivono nel mondo digitale’: il problema sembrava non tanto lo stupro, ma le fotografie scattate a celebrarlo.

Il caso di Steubenville è un esempio lampante di quanto la cultura dello stupro sia radicata nella società odierna: basterebbero a dimostrarlo le foto e i video dei colpevoli, ansiosi di immortalare la propria bestialità. Ma lo attestano anche le figure di spicco di Steubenville, il cui tentativo di insabbiare la vicenda è ora soggetto a un’inchiesta del Gran Giurì; lo conferma l’ostracismo riservato alla vittima; lo testimoniano i media, preoccupati più della fedina penale dei due aggressori che della dignità di una ragazza trascinata in giro come un giocattolo. Tuttavia, il dato più significativo è l’atteggiamento dei due, convinti di non aver commesso un reato, ma di aver agito come chiunque avrebbe fatto nella loro situazione.

In un tale panorama, non sorprende che le vittime di violenza sessuale si dimostrino reticenti e rinuncino all’azione legale. In Irlanda, per fare un esempio, solo il 30% di chi contatta il Rape Crisis Network (una rete europea di assistenza per le vittime di stupro) prosegue poi per vie legali. Ma la situazione non migliora quando le accuse arrivano in tribunale: nel 70% dei casi, tra il 2003 e il 2009, la difesa si è appellata alla condotta sessuale delle vittime; e il 47% degli imputati è stato assolto. Negli Stati Uniti, lo stato di ebbrezza della vittima è un attenuante per un solo crimine: lo stupro, di cui solo nove casi su cento arrivano alla Corte, e solo cinque si concludono con una condanna penale; singolare, se si tiene presente che, secondo una stima, ogni anno vengono stuprati 10.000 uomini e 90.000 donne. Nel Regno Unito, i casi di stupro si concludono con l’assoluzione del 42% degli imputati, mentre il 12% delle vittime rinuncia a procedere.

In Canada, ad Alberta, è stata lanciata di recente la campagna antistupro ‘Don’t be that guy’, che si sta diffondendo anche in molte università britanniche e irlandesi. Il messaggio, che meriterebbe una diffusione più ampia, è che tacere non significa dire di sì: senza un esplicito consenso, si tratta di stupro, ed è sbagliato. Ma se questo a molti può suonare ovvio, per altri non lo è ancora: e la lotta alla cultura dello stupro dipende anche dal contributo dei media.

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Articolo tradotto da Antonella Di Marzio

Articolo originale: Reporting the Steubenville Rape Case

Photo Credit: Muffet

One thought on “Se lo stupro rovina i colpevoli: il caso di Steubenville in Ohio”

  1. Mamma mia è agghiacciante!!!!!! Ma come è possibile che i media diano più risalto al futuro compromesso delle due promesse del football (gli stupratori) e non parlino delle conseguenze psicologiche che la ragazza stuprata si porterà dietro x tutta la vita???? A partire dal fatto che avrà bisogno di sostegno terapautico x tanto tempo, che rimarrà dentro di lei una cicatrice indelebile, che prima di fidarsi di nuovo di una persona passeranno anni…e forse non si fiderà mai più di nessuno…
    Si dovrebbe parlare di una vita rubata (quella della ragazza) e non di un futuro compromesso (quello degli stupratori)…..

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